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Nicotera – Dieta Mediterranea

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Pino Leone, Pasquale Barbalace e Annamaria Giofrè

A Nicotera è stato recentemente affisso sulla parete esterna del piano terra della casa Iannello, sita in Via Luigi Razza, un pannello rievocativo della ricerca condotta negli anni 57/60 da A. Keys, White, Kimura, Puddu, Del Vecchio, Fidanza, Cotrone, Kagan, Karvonen, ecc., sulle abitudini alimentari della popolazione nicoterese.

Il pannello esterno, installato con la partecipazione dell’Associazione Culturale Proposte di Nicotera, nei suoi contenuti testuali è stato curato dal prof. Pasquale Barbalace, mentre la parte iconografica, con foto d’epoca, è stata curata dal ricercatore Pino Leone.

I vari fotogrammi assemblati sul pannello danno oggi una chiara cronologia del lavoro svolto, sia nell’ambulatorio che all’esterno, presso i tanti rioni del paese. Ci guida il prof. Barbalace che racconta i contenuti dei diversi fotogrammi del pannello: “all’epoca Keys era il più illustre epidemiologo del secolo, White  era tra l’altro un famoso cardiologo e medico personale del presidente degli USA Eisenhower, il quale finanziò la spedizione in Italia ed in Grecia, composta da Kimura, cardiologo giapponese, da Flaminio  Fidanza che condusse il rilevamento dei consumi con il metodo della doppia pesata, dal nicoterese Del Vecchio, che guidò lo staff, da Margheret Keys, Cotrone, Kagan che esaminano alcuni reperti”; In un’altra foto scattata all’esterno “White visita a domicilio un cardiopatico” ed infine  “l’annuncio dei risultati pubblicati da Keys nella sala del Jolly Hotel di Gioia Tauro”.

“L’indagine –racconta oggi Pasquale Barbalace – fu condotta su un campione di 607 soggetti con particolare riguardo alla cardiopatia ischemica, all’ipertensione, ai livelli di colesterolo, di glicemia ed all’obesità. Venne raggiunta la copertura del 95% del campione e furono selezionate 35 persone risultate dal punto di vista cardiovascolare perfette. La ricerca fu estesa anche alle loro relative famiglie. A Nicotera, all’epoca, furono segnalati 4 casi di infarto del miocardio (non diagnosticati), mentre colesterolemia, glicemia, ipertensione ed obesità furono raramente riscontrabili. Il rilevamento scientificamente fu condotto con il metodo della doppia pesata per sette giorni e per tre diversi periodi dell’anno, per gli anni 57/60”. Quella dieta praticata dalle famiglie nicoteresi che sembrava parca era la dieta della salute, teneva lontane le malattie cronico-degenerative. Scientificamente la nostra dieta presentava le caratteristiche: “di una dieta moderata in cui alcuni alimenti caratteristici dell’area mediterranea quali: olio d’oliva, legumi, cereali, ortaggi di stagione, pesce, limitatamente carne, uova, formaggi e un quartino di vino rosso, occupavano sapientemente un posto preminente nel rispetto dell’adeguatezza energetica, sia come apporto che come dispendio “.

La tabella riassuntiva resta ancora valida tant’è che la Dieta di Nicotera è considerata: “Dieta Mediterranea italiana di riferimento, ossia di misura e confronto con tutte le altre diete”. Qui da noi si formò lo studio delle coorti dei sette paesi (Seven Countries Stady) –conclude Barbalace – che ha registrato i seguenti dati: le coorti dei paesi europei (Finlandia, Slavonia, Velica Krsna, ex Jugoslavia, ecc…. al 25° anno presentavano un tasso elevato di mortalità (1947/10.000), mentre i paesi dell’area mediterranea (Italia, Grecia, Dalmazia ecc. presentavano un tasso dimezzato (978/10.000). Pertanto si dedusse che nelle aeree mediterranee erano consumati i prodotti già suddetti, mentre le nelle aree nordiche venivano consumati a dismisura carne, uova, grassi animali, bevande alcoliche e superalcoliche, assunte anche fuori pasto”.

Franco Vallone

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