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Il prefetto di nuovo a Drapia

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A seguito di continui solleciti attraverso missive inoltrate alle autorità competenti dal presidente dell’associazione Drapia in Europa Rodolfo Mamone per quanto riguarda l’annoso e delicato problema del versante in cui è incastonata l’unica via d’accesso a Drapia capoluogo, ieri, vi è stato un ulteriore incontro per fare il punto della situazione.

Nuovamente accorso sul sito a rischio smottamenti ,che comporterebbero l’isolamento del paese stesso, il prefetto Giovanni Bruno assieme al vice capo gabinetto del prefetto Sergio Raimondo, l’ingegnere Francesco Costantino del Dipartimento di Protezione civile e il geologo Enzo Morelli, presenti poi il sindaco Antonio Vita e vice sindaco Pino Rombolà.

Il territorio di Drapia, infatti, versa in uno stato di disagio a causa di movimenti franosi da dissesto idrogeologico inerenti alla strada provinciale 18 da circa quattro anni. A ciò va aggiunto che la scorsa amministrazione ha ottenuto finanziamenti per sanare la situazione, ma mai erogati a causa di lungaggini burocratiche della Regione.

E’ stato chiesto se è possibile attuare interventi tampone, in modo tale da ripulire le reti di contenimento per la caduta massi, appesantita da detriti franosi e conseguentemente estendere la stessa rete paramassi, ma potrebbe essere  un tentativo reso vano da eventi meteorici, in quanto potrebbero aggravare la situazione di emergenza.

«La stessa vegetazione presente- ha dichiarato il geologo Morelli- implica una permanenza di acqua per cui se si va a svuotare dapprima permane e poi sbotta. L’unico elemento favorevole del sito è l’ossatura rocciosa».

Ecco allora, che l’unica soluzione sembra essere quella di far accelerare i tempi di gara d’appalto all’ufficio preposto della Regione, essendo il progetto ormai esecutivo, e una volta espletato l’iter burocratico avviare i lavori di intervento.

Il prefetto Giovanni Bruno, ha ribadito ancora una volta l’urgenza e la tempestività d’azione.

D’altronde una volta cominciati i lavori i tempi di espletamento sembrano essere relativamente brevi: al massimo qualche mese.

Annalisa Fusca

Pubblicato su Il Quotidiano del Sud

Il  7 Marzo 2015

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