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Alfonsino Grillo interviene sull’emergenza rifiuti e formula una proposta relativa alla provincia di Vibo Valentia

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Il consigliere regionale Alfonsino Grillo

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO. Il problema della gestione dei rifiuti, tema estremamente delicato, non è da considerare una porta, che l’ultimo ha il dovere di chiudere, ed affiggere manifesti, indicando appunto il governatore Scopelliti come unico responsabile dell’attuale situazione di criticità, appare in realtà quasi impensabile, se non addirittura offensivo per l’intelligenza di chi legge. I quindici anni di commissariamento, non solo non sono bastati ad ottenere risultati soddisfacenti, ma hanno in realtà determinato l’attuale “emergenza nell’emergenza”. Di questa situazione però tutti sono responsabili, a cominciare dalle istituzioni locali e, indipendentemente dal colore di appartenenza politica, tutti sono altresì consapevoli di non aver fatto quello che si doveva e poteva fare, nonostante il disperato tentativo della “sinistra ecologista” di addossare le responsabilità sull’Ufficio al Commissario e sugli altri. Bisognerebbe invece ricordare che dopo ben tre lustri di dimenticanze ed inosservanze, siamo stati i primi, poco dopo il nostro insediamento, nel luglio 2010, a chiedere al Dipartimento Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’avocazione della gestione commissariale, in modo da poter invertire la tendenza e riuscire a condividere politiche d’azione e scelte con gli enti territoriali. Nel mese di novembre del 2011 inoltre, abbiamo chiesto la chiusura della stagione commissariale, che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha accolto formalmente dal 01/01/2012. Ad oggi e nonostante gli sforzi, rimangono comunque due difficili valori che ancora determinano la crisi del sistema dei rifiuti. Il primo è strettamente legato agli scarsi risultati ottenuti con le politiche di riduzione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata effettuata su scala comunale e rimasta ancora a percentuali bassissime. Il sistema tecnologico pubblico degli impianti invece, non ancora in linea con i parametri delle moderne esigenze ed ancora incompleto, determina le difficoltà di conferimento dei rifiuti. L’attuale governo regionale, a dispetto di quello che i firmatari del manifesto affisso a Vibo Valentia vorrebbero far credere, ha già preparato una legge che riordinerà il sistema dei rifiuti razionalizzandolo in ambiti territoriali su base provinciale. Il provvedimento è stato raggiunto considerando anche i risultati negativi della suddivisione nelle tre macro aree calabresi (nord, centro e sud), divisione totalmente irrazionale ed illogica, che addirittura prevedeva il trasporto dei rifiuti su rotaie e che non ha tardato a far esplodere l’intero sistema. Abbiamo inoltre preparato:  un piano di interventi infrastrutturali, che attraverso un Apq ed investendo 18 milioni di euro realizzerà l’implementazione dell’impianto di selezione e trattamento, nonché una discarica annessa al sito di Alli a Catanzaro; la realizzazione di una discarica con impianto di recupero energetico da bio-gas nel territorio di Lago (CS); la progettazione definitiva di una discarica nel Comune di Terranova da Sibari (CS). Sono state inoltre individuate le risorse per la realizzazione di un nuovo impianto tecnologico di selezione e valorizzazione della raccolta differenziata, nonché di recupero energetico, nel territorio di Rende (CS), in modo da riuscire finalmente a completare e riequilibrare il sistema impiantistico calabrese, anche in virtù del fatto che, proprio il territorio cosentino, da oltre dieci anni, non è oggetto di una programmazione attenta e responsabile. Quello che l’attuale Governo cerca di mettere in atto, dovrebbe comunque, è bene ricordarlo, trovare riscontro in istituzioni territoriali più disponibili al dialogo. Il continuo ostacolare ogni iniziativa da parte di movimenti ambientalisti ed associazioni del settore non porterà mai alla soluzione del problema. Non si può pensare di non voler avere rifiuti “nel proprio orticello”, ed essere sempre pronti a criticare se il bidone della spazzatura rimane per giorni strapieno. Stabiliremo inoltre regole certe e severe per i comuni inadempienti, che ad oggi non hanno capito che il servizio deve essere pagato perché è in auto gestione. I costi di trattamento, di selezione, di trasporto e di accesso agli impianti sono a carico dei comuni che, non agendo in maniera virtuosa, sono colpevoli del continuo “saltare in aria del sistema”. Sono tante le iniziative messe in campo dalla Regione Calabria, io stesso, partendo dal presupposto che la vera ed unica soluzione sia rendere autonome nella gestione dei rifiuti le singole province, ho proposto di realizzare nella valle dell’alto Mesima un impianto che, non avendo nessun impatto di tipo ambientale e naturalistico e, soprattutto non risultando inquinante, servisse in pieno tutta la provincia di Vibo Valentia, che, attualmente grava sul sistema di gestione catanzarese. Non dimentichiamo inoltre che, agendo su un’ area attualmente degradata e completamente abbandonata, saremmo in grado di dotare il territorio di un mezzo che eviterebbe completamente gli intasamenti estivi,  la provincia di Vibo Valentia infatti, data l’alta vocazione turistica, moltiplica in maniera vertiginosa il numero di utenti durante la stagione estiva, basti pensare che la sola Costa degli dei registra decine di migliaia di presenze turistiche. Un’eventuale stazione di smaltimento nella valle del Mesima inoltre, limiterebbe ogni problema logistico, e, data la particolare collocazione, evitando completamente i principali centri urbani, semplificherebbe il conferimento. Insomma il problema dei rifiuti esiste, così come esistono le soluzioni, che non si trovano però nell’affissioni di manifesti di “condanna”, né nel continuo piangere sul “latte versato”, da altri aggiungerei, né tantomeno, e lo ribadiscono esistono soluzioni possibili senza la collaborazione e la disponibilità al dialogo da parte di istituzioni locali, associazioni, movimenti e, soprattutto cittadini. La Calabria deve riuscire a divenire autonoma sulla gestione dei rifiuti senza mai più dover assistere allo scempio che i nostri territori hanno subito fino ad oggi, ognuno di noi, cittadino o pubblico amministratore, deve capire che non è un impianto di smaltimento o di stoccaggio il vero “male”, bensì il perdurare di situazioni al limite dell’assurdo, che tollerano discariche abusive di inerti o addirittura di amianto ed ogni tipo di materiale, in luoghi che veramente dovremmo solo proteggere e valorizzare.

                                                                                                                             On.le Alfonsino Grillo

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